Progetto

Quali sono i nostri obiettivi

1 – Valorizzazione del sistema economico locale (multifunzionalità agricoltura, turismo slow, prodotti locali)

2 – Miglioramento della qualità ambientale (greening, sostenibilità, biologico)

3 – Valorizzazione paesaggistica e culturale (forti, mulini, edifici rurali e messa a sistema degli elementi attraverso percorsi e itinerari)

4 – Diffusione della conoscenza del territorio (scuola, web, social network)

5 – Promozione del Territorio Agricolo del Veneziano (manifestazioni, festival, marchio, eventi culturali)

6 – Limitazione del consumo di suolo (regole e incentivi)

1 – Valorizzazione del sistema economico locale

L’economia di un sistema locale può essere valorizzata attraverso una serie di politiche e di strategie che riescano a coinvolgere tutti gli attori economici e sociali del territorio in un progetto di sviluppo e di crescita che non riguarda un solo settore, quello dell’agricoltura, ma interessa tutte le possibilità offerte dal territorio stesso. La crisi dello sviluppo legato alle attività produttive (piccola industria, artigianato, edilizia) che hanno caratterizzato l’intero Nord-Est è ormai nota a tutti. I nostri territori hanno prima pagato per lo sviluppo, costretti a sacrificare terreno tolto alle attività primarie per destinarlo alle più redditizie forme economiche, e poi, oggi, subiscono l’abbandono di tutte queste attività che lasciano degli spazi vuoti da riempire con nuove forme di gestione legate a nuove economie. Il mondo rurale, centro della vita fino all’epoca dell’industrializzazione e poi relegato ad un ruolo fortemente marginale, può offrire oggi delle opportunità economiche interessanti. E’ il momento di pensare a percorsi (economici) locali virtuosi capaci di produrre innovazione di prodotto e processo venendo incontro a domande sociali legate non solo all’alimentazione e alla fornitura di servizi ecosistemici fondamentali. L’Europa, con le sue politiche e le sue direttive, ha già orientato la diversificazione delle attività legate al mondo rurale attraverso la multifunzionalità dell’agricoltura, definendo che l’agricoltore, oltre a coltivare, può anche vendere, ospitare, insegnare, lavorare nel sociale, produrre biodiversità. Si tratta ora di integrare queste politiche con delle scelte locali orientate alla creazione di un sistema economico diversificato, legato al turismo “slow”, alla natura, alla cultura, al cibo e ai prodotti locali. Solo creando una rete di soggetti economici interessati allo sviluppo della micro-economia locale si può pensare ad un territorio dove, in una nuova modalità di interazione tra queste “vie contadine”, le politiche pubbliche e le scelte strutturali, si possano generare nuovi progetti di valore territoriale che includano tutte le forme economiche locali aggregate intorno ad un obiettivo comune e condiviso.

2 – Miglioramento della qualità ambientale

Migliorare la qualità ambientale di un territorio significa valorizzarne gli elementi naturali per aumentare la qualità della vita degli abitanti. La diretta conseguenza di questo miglioramento è la crescita in termini di interesse e di attrattività per tutti i soggetti che frequentano il territorio per usi turistici, culturali, ricreativi e di svago. La presenza delle dorsali fluviali del Dese e dello Zero è uno dei principali elementi di attenzione, visto che è buona regola partire dagli elementi esistenti, i fiumi, per lavorare sul miglioramento della qualità ambientale delle aree da questi attraversate. I fiumi sono considerati la struttura portante delle reti ecologiche per l’alto valore naturalistico e la biodiversità che lungo il corso d’acqua trova una sua dimensione ed un suo equilibrio, favorita dalla presenza di aree umide, di zone golenali e della vegetazione ripariale che offre rifugio e cibo alle specie. Il Territorio Agricolo del Veneziano era caratterizzato, fino a qualche decennio fa, da una serie di componenti “verdi” che definivano paesaggisticamente l’intero ambito e fungevano da trait d’union tra le infrastrutture verdi delle dorsali fluviali. Erano i filari d’alberi e le siepi che contornavano i bordi dei canali minori, degli scoli e dei fossi, costituiti principalmente da salici e da pioppi, poi rimossi per fare spazio all’agricoltura meccanizzata e permettere ai mezzi meccanici di operare fino ai bordi dei campi per ottenere il massimo profitto. Nel progetto di costruzione della rete ecologica locale, questi elementi devono essere reintrodotti al fine di ricostruire il paesaggio e per favorire l’aumento della biodiversità che trovava in quegli elementi rifugio e fonte di sostentamento. Una forte attenzione deve essere riservata alle possibilità e agli effetti che il miglioramento della qualità ambientale e lo sviluppo della rete ecologica hanno sulle strategie di mitigazione e di adattamento al Cambiamento Climatico, visto che il principale fattore di incertezza determinato dalla struttura geomorfologica del nostro territorio è il rischio idrogeologico, causato dalle esondazioni dei fiumi e dalle precipitazioni intense che, negli ultimi decenni, sono aumentate di frequenza.

3 – Valorizzazione paesaggistica e culturale

Gli elementi storici, culturali e identitari presenti nel territorio rappresentano un’indiscutibile risorsa, un valore e un significato che li rende parte integrante del paesaggio nel quale sono inseriti. Sono quelli che rafforzano il senso di appartenenza ad un luogo, che permettono di riconoscerlo e di sentirsene parte. Il Territorio Agricolo del Veneziano è ricco di questi elementi (forti, mulini, edifici rurali e altri elementi antropici del paesaggio), inseriti in contesti paesaggistici diversi e variegati, caratterizzati dalla loro collocazione, dalla loro storia antica e recente, dal loro uso passato e dalle funzioni che svolgono oggi. L’obiettivo principale è quello di riqualificare e rigenerare questi elementi favorendone un utilizzo legato ad un sistema culturale ed economico ma soprattutto ricostruendo le relazioni di questi elementi con il paesaggio che li circonda. Il paesaggio degli ambiti fluviali, che attraversa gran parte del territorio, potrebbe essere il principale elemento di connessione lineare tra le unità di paesaggio diverse (la campagna aperta, i campi chiusi, i piccoli nuclei rurali, i centri urbani) permettendo una compenetrazione di vedute e di ambienti che trovano nella diversità il valore principale. La realizzazione di un sistema di itinerari e di percorsi che collegano gli elementi caratterizzanti del territorio li inserirebbe quindi in un sistema paesaggistico, ambientale e infrastrutturale attraverso il quale rafforzare il senso identitario, dare il via a nuove forme di utilizzo, eliminare l’isolamento dal paesaggio circostante cercando di ricreare dei contesti figurativi adeguati e facilitarne l’accessibilità attraverso percorsi suggestivi.

4 – Diffusione della conoscenza del territorio

“Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi.”

E’ una frase di Marcel Proust che sottolinea il fatto che conoscere il territorio dove si vive non è così scontato. Conoscenza significa quindi riscoperta della realtà che ci circonda e di cui siamo parte integrante, ma anche capacità di relazionarsi col patrimonio da tutelare e valorizzare, al fine di recuperare le radici storiche e culturali del nostro vivere quotidiano. La diffusione della conoscenza del territorio serve a innescare un processo di scoperta di paesaggi fino ad oggi poco noti, di luoghi interessanti e stimolanti, di elementi di valore presenti e di esperienze nuove che stanno rendendo attraente il Territorio Agricolo del Veneziano. I canali attraverso i quali è possibile diffondere la conoscenza sono di varia natura. Il primo passo previsto è quello di utilizzare il web e i social network, sistemi aperti e immediati che raggiungono numerosissime persone, attraverso la creazione di un sito internet, di pagine dedicate e di un necessario lavoro di mappatura di tutte le risorse presenti. Il secondo passo riguarda le scuole attraverso percorsi didattici, poiché solo attribuendo il giusto valore al proprio territorio i ragazzi potranno sviluppare stili di vita e comportamenti orientati ad una società sostenibile, capace di fare scelte consapevoli nel rispetto dell’ambiente che ci circonda. Il terzo passo è quello di promuovere la fruizione esperienziale del territorio, da sperimentare attraverso una serie di proposte alternative d’uso degli spazi, dei percorsi e del paesaggio tutto, attraverso le esperienze della vita in campagna come le passeggiate nella natura, il riposo, la contemplazione, la coltivazione degli ortaggi, la raccolta delle erbe spontanee per la degustazione.

5 – Promozione del Territorio Agricolo del Veneziano

Ogni percorso di diffusione della conoscenza passa attraverso una fase di promozione, necessaria a rendere “attraente” il territorio, non solo riferendosi agli avventori occasionali ma, ancor prima, a tutti quelli che lo vivono. La promozione è quindi da riferirsi all’offerta integrata dei sistemi territoriali, alla qualificazione delle infrastrutture e dell’accessibilità, alle attività economiche, agli elementi storico-culturali, al paesaggio naturale ed antropico. Sono da pensare quindi specifiche azioni di marketing territoriale che spaziano da semplici manifestazioni tematiche legate al mondo dell’agricoltura a eventi culturali che si inseriscano in un ambiti più complessi (forti/guerra, fiumi/acqua, mulini/lavori antichi, aziende/cibo, prodotti/cultura biologica, edifici inutilizzati/arte e cultura).

N.B. La biciclettata del 17 è un esempio di evento di promozione del territorio e diffusione della conoscenza dello stesso. (clicca su Archivio)

L’idea forte è quella di organizzare annualmente un “TeraFerma Festival” (al Forte Mezzacapo?), evento nel quale far culminare una serie di attività portate avanti nell’arco di tutto l’anno dai vari operatori dei settori economici, sociali, ambientali e culturali in tutto il territorio, creando un momento di condivisione con la collettività e di riflessione sul livello di raggiungimento degli obiettivi comuni. La creazione di un marchio territoriale e l’apposizione di una segnaletica che permetta di rendere noto il fatto di essere “dentro” ad un ambito territoriale con certe caratteristiche potrebbero essere i primi passaggi per la concretizzazione dell’idea.

6 – Limitazione del consumo di suolo

La necessità di limitare il consumo di suolo e in particolare di suolo agricolo (8 metri quadrati al secondo, in base ai dati di ISPRA) è ormai entrata a tutti gli effetti nell’agenda politica nazionale. Oltre alle politiche di rigenerazione urbana, che prevedono il recupero di aree già urbanizzate inserite nel perimetro della “città costruita”, è la pianificazione dei sistemi agricoli e ambientali il solo strumento che permette di favorire questa politica. La scala quindi non è più quella comunale ma quella di un ambito territoriale coeso e riconoscibile che tutela il paesaggio e vede i terreni impiegati in forme di sviluppo che non contemplano la cementificazione e la impermeabilizzazione. Il nostro progetto pensa al “TERRITORIO AGRICOLO DEL VENEZIANO” come ad un luogo dove invertire la tendenza rispetto alla tradizionale forma di pianificazione (zooning) delle aree urbane legata allo sviluppo della città, passando ad una forma che parte dal paesaggio naturale, agricolo e rurale per definire una pianificazione integrata che sia in grado di assumere come valore principale il territorio aperto e il sistema economico basato sulla sua gestione. Naturalmente per far questo esistono già precise regole definite dagli strumenti di pianificazione ma queste potrebbero essere integrate da una serie di incentivi che possano favorire questo tipo di utilizzo e questo orientamento virtuoso.

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